sabato 4 gennaio 2014

Paella Valenciana

Qualche tempo fa ho fatto la Tiella pugliese (che posterò a breve) e molti l'hanno scambiata per la Paella spagnola. Quindi in seguito alla richiesta della mia famiglia di prepararla mi sono documentata su internet e ho trovato una ricetta che io ritengo abbastanza valida, purtroppo non ricordo da quale sito l'ho presa perché come al solito mi segno gli ingredienti e dimentico di segnare il sito.
Ci sono voluti due ore piene ma il risultato è stato abbastanza soddisfacente.
La tradizione prevede l'utilizzo della "paellera" una tipica padella per preparare questo piatto ma io non avendola ho optato per una teglia in ferro.


Ingredienti:
500 gr di riso parboiled
500 gr di vongole
500 gr di cozze
500 gr di calamari
500 gr di gamberoni
500 gr di scampi (che io non ho messo)

400 gr di salsiccia fresca
400 gr di bocconcini di lonza di maiale
400 gr di sottocoscia di pollo (io ho usato il petto di pollo)

1 peperone rosso
1peperone giallo
400 gr di piselli novelli o surgelati
1 bicchieri di vino bianco secco
1 cipolla di media grandezza
2 spicchi d'aglio
2 pomodori (io ho usato 6 cucchiai di polpa di pomodoro il latta)
1 bustina di zafferano
prezzemolo fresco
olio extravergine d'oliva


1) Mettiamo le vongole in un recipiente con dell'acqua salata, per farle spurgare lasciandole per un'ora; dopo togliamo l'acqua di deposito e laviamole bene sotto l'acqua corrente.

2) Puliamo bene le cozze eliminando i depositi di calcare-

3) Laviamo ed eliminiamo le teste e le antenne dai gamberoni e dagli scampi.

4) Eliminiamo la pelle e le interiore dai calamari, laviamoli e tagliamoli ad anelli.

5) Tagliamo a bocconcini la carne di maiale, di pollo e la salsiccia.

6) Puliamo, eliminiamo i semini e tagliamo a listarelle il peperone.

7) Se usiamo il pomodoro fresco laviamolo e tagliamolo a cubetti.


Dopo aver preparato tutti gli ingredienti possiamo cominciare:

8) In una paellera (io ho usato una teglia di ferro) mettiamo la cipolla affettata e l'aglio con un po' d'olio extravergine d'oliva, facciamoli leggermente dorare. Aggiungiamo i bocconcini di pollo, maiale e la salsiccia e facciamoli cuocere a fuoco vivo per 10 minuti, aggiungiamo un pizzico di sale e sfumiamo con il vino bianco.

9) Quando il vino è evaporato aggiungiamo i calamari. Facciamoli cuocere e aggiungiamo i pomodori, un pizzico di sale, un po' di pepe e facciamo addensare il pomodoro.

10) Aggiungiamo i gamberoni e gli scampi, cuociamoli e mettiamoli da parte.

11) Aggiungiamo i piselli e i peperoni facendoli cuocere per 15-20 minuti. Aggiustare di sale e aggiungere una bustina di zafferano.

12) In un'altra pentola mettiamo le cozze e facciamoli aprire, mettiamoli da parte e filtriamo l'acqua di cottura.

13) In un'altra padella facciamo un trito d'aglio e prezzemolo, facciamo aprire le vongole, mettiamole da parte e come abbiamo fatto con le cozze filtriamo l'acqua di cottura.

14) Aggiungiamo l'acqua filtrata di cozze e vongole e aggiungiamo il riso avendo cura di mescolarlo di tanto in tanto. Se si dovrebbe asciugare il liquido possiamo aggiungere un po' acqua (ho scelto di non aggiungere brodo vegetale per non appesantire ulteriolmente il sapore).

15) A cottura ultimata del riso aggiungiamo i gamberi, gli scampi, le cozze e vongole, una spolverizzata di prezzemolo, quindi io ho messo il forno per 10 minuti.

A quanto pare la ricetta a fine cottura prevede l'aggiunta della buccia di un limone grattugiata.

Da servire calda. Un procedimento molto lungo ma alla fine essendo un piatto ricco è considerato un piatto unico.


La Paella - Storia e curiosità
     
La "paella", piatto tipico di Valencia, è diventata nel corso del tempo un punto di riferimento della gastronomia spagnola. Ma vediamo qual'è la sua storia, le sue caratteristiche e la tradizione che si tramanda da moltissimi anni da padre a figli.
Come tutti i piatti popolari di ogni zona, anche la "paella" è l'unione degli elementi culinari che ogni popolo ha intorno a se stesso. Infatti la zona di Valencia è sempre stata ricca di verdure fresche grazie alla campagna valenciana, di polli e conigli per quanto riguarda la carne, e la vicinanza della zona denominata "Albufera" (che tradotto significa "laguna"), caratterizzata dalla presenza di risaie, soddisfa le condizioni necessarie per la creazione di questo piatto.

L'origine del nome del piatto più famoso della cucina spagnola proviene dal nome della pentola nella quale si cucina, cioè "paella o paellera". Infatti la "paella" è una padella alla quale è stato tolto il manico per sostiutirlo con due maniglie in grado di sostenere il peso della pietanza, possiede un diametro minimo di 20 cm e a seconda di questo varia l'altezza dei bordi e di conseguenza anche il numero delle razioni da cucinare. Una paellera di 20 cm è indicata per una razione, di 28 cm per due razioni, di 30 per 3, di 40 per 8 e di 55 per 15 e così via fino ad arrivare a quelle gigantesche utilizzate nel corso di sagre paesane o avvenimenti particolari, come ad esempio partecipare al concorso dei "guiness dei primati".
Il materiale principale con il quale viene fabbricata una padella di qualità è il ferro lavorato a mano o in acciaio. Logicamente al giorno d'oggi i materiali in commercio sono molti e svariati.
 
Possiamo datare la nascita della "paella" tra il secolo XV e XVI, per la necessità dei contadini e pastori di avere un pranzo facile da trasportare e composto da ingredienti presenti attorno a loro. Per quanto riguarda la "paella de marisco", di pesce, non abbiamo date certe per segnalare la sua origine, ma la possiamo definire come versione della costa alternativa a quella della campagna.
La tradizione vuole che la "paella" venga cucinata all'aria aperta e possibilmente con legna d'arancio, che a Valencia è facile trovare. Questa legna, a parte dare alla "paella" un certo aroma, ha la caratteristica di mantenere un fuoco costante e facile da controllare, visto che in molte parti dell'elaborazione del piatto, bisogna regolarne il calore. Quando non è possibile utilizzare la legna il sistema più utilizzato è una serpentina circolare e a gas per distribuire equamente il calore a tutta la "paella".
 
La "paella" è un piatto tipico da consumare a pranzo e non a cena. Attenzione ai ristoranti o bar che la propongono anche di sera, dobbiamo verificare che non venga riscaldata quella cucinata a pranzo.
Il giorno in cui i valenciani si ritrovano attorno al fuoco ed in famiglia per mangiare una "paella" è la Domenica a pranzo, per le caratteristiche festive di questa giorno della settimana. Meno chiara è la motivazione per cui la "paella" viene consumata anche il Giovedì. Due le ipotesi, una che fa riferimento ai ritardi di consegna del pesce, per preparare il brodo, che non arrivava ai paesi interni prima del giovedì e un'altra dell'epoca franchista, quando alcuni domestici avevano il giorno libero proprio il Giovedì, lasciando per la notte del Mercoledì tutti gl'ingredienti pronti per agevolare la "signora" di casa, ignara dei segreti della cucina, che doveva solo "affrontare" il riso, mescolare e far riposare.
La "paella" possiede un riconoscimento in tutto il mondo e moltissimi avvenimenti e feste paesane sono caratterizzati dal mangiare assieme la "paella", molte volte cucinata in strada o in aree adibite.
Molte sono le varianti della "paella", con questo senza questo, di pesce, di carne, mista o di sole verdure ... con rino nero o bianco , ect. Ma ricordiamo che quella originale è la valenciana cucinata con pollo, coniglio e verdure.
 
Nel 2001 venne elaborata la "paella" che entrò nel record Guinness per le sue dimensioni. La padella utilizzata si fabbricò in acciaio e il suo peso era di 23 tonnellate, il suo diametro di 21 metri e sedici centimetri. Furono realizzate 1100.000 razioni, gl'ingredienti utilizzati furono 6.000 kg di riso, 12.000 kg di pollo e coniglio, 5.000 di verdure, 1.100 litri d'olio, 275 kg di sale, 26 kg di colorante alimentare, 16 kg di peperoncino rosso dolce, un kilo di zafferano e 13.000 litri d'acqua. Dieci le persone incaricate alla cottura e più di 80 collaborarono alla sua realizzazione.
 
(notizie tratte da Guida Valencia)

mercoledì 4 dicembre 2013

Corona di ricotta

Tempo fa una mia amica blogger aveva pubblicato la ricetta di questa gustosissima corona che da subito mi ha ispirato, per chi ama la ricotta come me non ne resterà deluso.
La ricetta l'ho presa da questo blog Il mondo di Rina.







Ingredienti
500 gr di farina
75 gr di burro o margarina
9 cucchiai di zucchero
2 uova
100 ml di latte
1 bustina di lievito
350 gr di ricotta
60 gr di gocce di cioccolato fondente.

In una ciotola mettere la farina ,la margarina morbida, 5 cucchiai di zucchero, le uova, il latte, il lievito e impastare .Mentre il panetto riposa un po' in frigo, sbattere la ricotta con 4 cucchiai di zucchero, aggiungere del liquore (strega o limoncello ) e le gocce di cioccolato.
Stendere il panetto in una sfoglia rettangolare su della carta forno, imburrare, cospargere di zucchero, versare la farcia e arrotolare .
Dal rotolo ottenuto si taglieranno delle fette spesse, che andranno disposte a reggera in una teglia foderata con carta forno.




Infornare a 180° per 25 minuti. Cospargere con zucchero a velo.


Cupcake alla vaniglia e frosting al mascarpone

Muffin o cupcake ... cupcake o muffin ... questo il dilemma ... dalla forma sono simili ma nella realtà sono 2 cose differenti ... sembrerebbe che la differenza stia nel fatto che il cupcake sia più simile ad una tortina e quindi più soffice e umido ... i muffin a differenza siamo più asciutti e simili ad un pezzo di pane.
A fine ricetta approfondirò l'argomento.



Ingredienti per 10 cupcake:
100 gr di farina con il lievito
70 gr di farina 00
210 gr di zucchero
2 uova
110 ml di latte
1 cucchiaio di estratto di vaniglia (in alternativa una fialetta di vanillina)

Per il frosting:
250 gr di panna fresca
250 gr di mascarpone
60 gr di zucchero a velo


Cominciate setacciando le farine in una ciotola e mescolando il latte con la vaniglia in un'altra ciotola.
Sbattete il burro fino a diventare crema, aggiungete lo zucchero e sbattete per 3 minuti. Aggiungete le uova una alla volta, poi alternate il mix di farine con il latte e la vaniglia. Alla fine gli ingredienti devono risultare amalgamati senza montare il composto quindi non conviene lavorarlo molto.
Distribuite il composto nei pirottini e infornate a 180° per 15-20 minuti.
Intanto potete preparare il frosting mettendo a montare la panna con lo zucchero a velo, poi aggiungete il mascarpone e continuate a sbattere per 5 minuti. Lasciate riposare in frigo per 30 min.
Mettete il frosting in una sac a poche e decorate i cupcake che avete fatto raffreddare.


Il Cupcake

Un cupcake (letteralmente "torta in tazza"), chiamata anche fairy cake in Inghilterra e patty cake in Australia, è un pan di Spagna, una mini-torta cotta in una pirottina, uno stampo di carta da forno come quello utilizzato per la preparazione dei muffin.
La ricetta originale, old-fashioned cupcake, prevede una glassatura (glassa reale, naspro, ghiaccia), una farcitura (crema) e una decorazione, di solito una ciliegina. In questa forma originale corrisponde al tradizionale pasticcino italiano, il "sospiro", di origine meridionale o siciliana.
L'origine di questo dolce risale al secolo XIX. Prima della invenzione degli appositi stampi, queste tortine venivano cotte in casseruole, tazze, scodelle; da ciò deriverebbe quindi il nome del dolce. Il nome potrebbe derivare anche dal fatto che in passato la tazza era il più semplice e comune mezzo nella misurazione degli ingredienti di qualsiasi ricetta.
La ricetta base dei cupcake è simile a qualsiasi altra torta: burro, zucchero, uova e farina. Possono essere pertanto applicate molte varianti alla ricetta base con la differenza che la preparazione di una tortina piccola risulta molto più semplice e veloce. È uno dei dolci serviti più frequentemente nelle celebrazioni di compleanni e di varie festività negli Stati Uniti.

Il Muffin

Un muffin è un dolce simile ad un plum cake, di forma rotonda con la cima a calotta semisferica senza glassa di rivestimento.
Alcune varietà, come i "cornbread muffins", sono salate. Si possono preparare con ripieno di mirtilli, cioccolato, cetrioli, lampone, cannella, zucca, noce, limone, banana, arancia, pesca, fragola, mandorle e carote. In genere esistono dei muffin che si tengono in un palmo della mano e si consumano in un sol boccone. I muffin sono prodotti di uso specialmente nel Regno Unito.

La parola muffin viene citata per la prima volta in Inghilterra nel 1703 con la scrittura "moofin". Qualcuno vuole derivato il termine dal francese mouflet, che significa soffice inteso come il pane, altri vogliono far derivare la parola dal tedesco muffen che significa piccole torte perché all'origine si trattava di piccole torte. Le prime versioni di muffin erano meno nobili. Il fornaio di famiglia inizialmente cucinava i muffin per la servitù con i rimasugli del pane del giorno prima e dei rimasugli di lavorazione di biscotti, mescolando il tutto con delle patate schiacciate. Il tutto veniva fritto facendo divenire il composto così ottenuto in muffin leggeri e croccanti. Questo preparato venne scoperto dai padroni dell'epoca facendo divenire questo composto in pietanza preferita per l'ora del tè.

L'inserimento di alcuni particolari conservanti ha avuto come conseguenza che non doveva necessariamente essere consumato entro poche ore dallo sfornamento. La tendenza alla commercializzazione di pezzi sempre di maggiori dimensioni ha portato alla creazione di nuovi tipi di muffin. Le dimensioni dei muffin possono essere le più disparate.

Il muffin si distingue nella preparazione da altri tipi di cake o tortini perché nel procedimento è sempre prevista la preparazione di 2 composti: uno con gli ingredienti in polvere (farina, bicarbonato di sodio, lievito chimico e, se la ricetta lo prevede, anche il cacao o spezie varie), e un composto a base di ingredienti umidi (latte, burro fuso o olio di semi, uova e, a volte yogurt) per quel che riguarda lo zucchero può essere messo sia nel composto in polvere sia in quello umido. Dopodiché si amalgamano questi 2 composti. Una volta amalgamati si versano in pirottini di carta posti in uno stampo per muffins c'è chi usa una brocca, chi usa l'attrezzo per mettere le palline di gelato sui coni, la tasca da pasticcere, chi invece si serve di 2 cucchiai.
Le polveri devono essere ben mescolate e così anche i liquidi. I 2 composti devono essere amalgamati insieme velocemente e assolutamente senza mescolare troppo, deve risultare un impasto molto grumoso (saranno proprio questi grumi che renderanno il muffin morbido).

Pan Cake per una colazione all' americana

Una domenica mattina ci siamo alzati presto per andare a raccogliere le castagne quindi ho deciso di preparare una bella colazione per i miei cari ispirandomi al grande continente ... pan cake con sciroppo d'acero accompagnato da panna e macedonia di pesche, completando con un bel bicchiere di succo d'ace.



Ingredienti per 3 persone:
125 gr di farina 00
25 gr di burro
2 uova
200 ml di latte
10 gr di lievito
150 gr di zucchero
sciroppo d'acero
2 pesche (si possono usare qualunque frutta tipo banane, fragole, pere, ecc)
2 cucchiai di zucchero

Sbattete i tuorli con il latte, il burro morbido, lo zucchero, la farina, il lievito e il pizzico di sale. Per ultimo aggiungete gli albumi montati a neve.
Ungete un padellino con una nocciolina di burro e fatelo scaldare, versate un mestolo dell' impasto e quando sarà dorato con l'aiuto di una palettina giratelo dall'altro lato. Pian piano che si cuociono impilateli in un piatto da portata e alla fine irroratele con lo sciroppo d'acero.
Io li ho accompagnati con 2 pesche che ho messo a macerare in 2 cucchiai di zucchero la sera prima.


Pan Cake in America e nel mondo

Il pancake è un dolce tradizionale per la prima colazione nell'America settentrionale e, con altre varianti, in altre parti del mondo.
La versione nordamericana è simile alle crêpes ma sono spesse circa 12-20 mm. La ricetta prevede l'impiego di burro, farina, latte, zucchero e uova. Esistono comunque alcune varianti, che vedono anche l'aggiunta di cannella o vaniglia o l'uso dello yogurt al posto del latte. Lo spessore è ottenuto per la consistenza dell'impasto e per la presenza del bicarbonato di sodio o di un altro lievito chimico.
Generalmente sono dolci, accompagnati da sciroppo d'acero, confettura o miele. Possono essere anche salati con del burro fuso sul pancake caldo, uova o bacon.

Negli Stati Uniti, i pancake sono anche chiamati hotcakes, griddlecakes o flapjacks, e il pancake è una specie di crêpe che britannici e irlandesi mangiano tradizionalmente durante il Martedì Grasso, Pancake Tuesday.

Pancake simili a quelli nordamericani, ma più piccoli, sono consumati nelle isole britanniche e vengono chiamati Scottish pancakes. In Australia e Nuova Zelanda si chiamano pikelets. Vengono serviti con panna e marmellata o solo col burro. Negli states questo tipo viene chiamato silver dollar pancakes. In Scozia, vengono raramente serviti a colazione, vengono invece considerati dolci o dessert.

I Pancakes inglesi sono simili alle crêpes francesi, la ricetta tradizionale viene accompagnata da zucchero e limone.

Nei Paesi Bassi la parola pannenkoek è traduzione letterale di pancake. Gli ingredienti sono gli stessi delle crêpes francesi, ma si cucinano meno sottili. Vengono consumati come seconda colazione, in genere i ristoranti che vendono pannenkoeken separano la lista di quelle salate (con formaggio, prosciutto, cipolle, zenzero) da quelle dolci (con marmellata, uvetta, frutta). Per la pannenkoek semplice sono sempre a disposizione sul tavolo sciroppo di zucchero e zucchero a velo.

In Polonia sono diffusi i naleśniki, ripieni per esempio di spinaci. La variante russa si chiama blini ed è un piatto salato (farcite per esempio con caviale). In Romania sono dette clătită e sono salate o dolci. In Cina sono molto diffusi i Bing Zi. In Argentina, Cile ed Uruguay sono molto diffusi e si riempiono con dolce di latte o manjar e vengono chiamati panqueque.

sabato 5 ottobre 2013

Torta tutta Nutellosa

In questo periodo ho molta voglia di nutella, me la mangerei con il cucchiaio, ma non lo faccio altrimenti mi becco una bella intossicazione, quindi in questo sabato pomeriggio che sono riuscita a stare a casa mi sono dedicata a sperimentare una torta tutta nutellosa.
Ho fatto delle ricerche su internet ed ho visto che per realizzare il pan di Spagna alla nutella bastava aggiungere un paio di cucchiai di nutella all'impasto base e per la farcitura ho trovato una ricettina tutta da leccarsi i baffi.
 

Per il pan di spagna alla Nutella ho usato la mia ricetta descritta qui utilizzando solo 4 uova e aggiungendo 2 cucchiai di nutella e una bustina di lievito.

Per la farcitura alla nutella ho miscelato 250 gr di nutella con 250 gr di mascarpone e alla fine ho aggiunto 250 gr di panna fresca montata, mescolando dall' alto verso il basso cercando di non smontarla.

Per la bagna ho preparato uno sciroppo di acqua zucchero e liquore al cioccolato ( per la ricetta del liquore al cioccolato vi rimando qui ).

Le decorazioni sono in pasta di zucchero.


Al taglio della torta ecco come si presentava l'interno

Torta Libro dei Ricordi

In occasione del compleanno del marito della mia cara amica Isabella, la moglie mi ha commissionato una torta che raffigurasse le persone più importanti della sua vita e cosa c'è di meglio di un libro dei ricordi???
Ho fatto stampare le foto sull'ostia e applicate sul libro realizzato in pasta di zucchero.


Il pan di Spagna era di 10 uova ( per la ricetta leggi qui ).
Crema pasticcera realizzata con 2 litri di latte ... metà bianca e metà al cioccolato ( per la ricetta leggi qui ).

Torta Peppa Pig

Buonasera a tutti/e, scusate la mia lunga assenza ma purtroppo dei gravi motivi di famiglia non mi lasciano il tempo da dedicare al blog e alla cucina, infatti in questi mesi non ho fatto niente di particolare, avevo tanti propositi e progetti in mente da realizzare in cucina, ma purtroppo questa è la vita: un giorno ti svegli e il mondo ti cade addosso. Quando la malattia entra in casa tua colpendo una persona a te cara devi riuscire a tenere duro e andare avanti cercando di nascondere il più possibile il tuo cuore a pezzi che magari nascondi dietro dei sorrisi.

Durante tutta l' estate sono riuscita a preparare solo due torte di Peppa Pig per due belle bimbette. Le torte sono scopiazzate da altre torte trovate in rete alle quali ho applicato delle modifiche.



Per il pan di Spagna più grande ho usato la dose per 6 uova ( vedi ricetta qui ) ... mentre per quello più piccolo ho usato 3 uova.

Per la crema ho usato la dose per 2 litri di latte ( vedi ricetta qui ).

Per la bagna ho preparato uno sciroppo di acqua zucchero e contreaux, tutto dosato ad occhio ... sorry.

Per le decorazioni di Peppa e Famiglia, compresa la casetta e la macchina, ho realizzato le sagome in pasta frolla e ricoperte in pasta di zucchero. La copertura e le decorazioni sono in pasta di zucchero.